Era notte, il silenzio regnava sovrano.
Un passante solitario, affrettava il suo passo guardandosi alle spalle quasi con timore, i suoi passi affrettati, risuonavano sull’acciottolato crepitanti e la sua ombra ondeggiante lo precedeva di molti metri, come se anch’essa avesse fretta di rincasare.
L’uomo ripensava alla serata appena trascorsa, un turbinio di pensieri lo fecero per un attimo fermare, si passo la mano sulla fronte sudata, mentre rivedeva, come fossero stati reali quegli occhi rossi in quel viso ghignante.
Voleva fuggire lontano, ma sarebbe che sarebbe stato inutile, ovunque lui fosse andato quella cosa lo avrebbe inseguito.
L’ansia gli premeva il cuore, un vago dolore gli permeava il torace, ma questo non gli impediva di continuare, quasi, a correre per tornare a casa, anche se forse era del tutto inutile.
Finalmente vide la sagoma del portone di casa sua, la chiave già la stringeva nella mano, non sapeva, quando l’aveva estratta, le sue nocche erano diventate bianche, ma il metallo gli dava una certa sicurezza.
Si appoggiò allo stipite, ansimando, infilò la chiave nella toppa e aprì il portoncino, infilandosi dentro e chiudendo la porta con il peso del suo corpo.
Nell’atrio non illuminato il silenzio gli pesò addosso come un macigno, la sicurezza che pensava di poter provare, si era rivelata falsa speranza.
Accese un lume, le mani gli tremavano, la fiammella rimbalzò sulle pareti della lampada creando un gioco di luci, che al suo animo terrorizzato parvero ombre minacciose.
Si sedette sulla sua vecchia poltrona, aspettò che il suo amato gatto gli saltasse sulle ginocchia per dargli il benvenuto, attese invano, lo chiamò dolcemente sperando che il contatto con la sua calda pelliccia lo avrebbe confortato.
Aspettò invano, ebbe la percezione di una presenza maligna, ebbe un brivido di freddo, pensò allora di accendere il caminetto per poter godere di un po’ di calore.
Scoprì all’improvviso di non potersi muovere, non riusciva ad alzarsi dalla poltrona, per quanti sforzi facesse, non riusciva, nemmeno, a muovere le dita della mano.
All’improvviso comparvero davanti a lui quegli occhi rossi sopra una bocca spalancata le cui labbra lasciavano scoperte le gengive munite di lunghi denti da predatore.
Non riuscì neanche ad urlare, né per la sorpresa né per il dolore, davanti a lui calò un velo di tenebra color rosso vermiglio, il colore del suo sangue.
Il giorno dopo, il sole mattutino illuminava la stanza, in quel momento entrò la governante che lo trovò con gli occhi sbarrati, colmi d’orrore, e la bocca atteggiata in un muto urlo di dolore.
La donna si guardò attorno e non notò nulla di strano, solo più tardi tornando con il medico del paese che poté solo constatarne il decesso, si accorse che qualcuno aveva ucciso il micio di casa, ucciso forse era riduttivo, la povera donna si segnò nel vedere tale scempio, e uscì correndo da quella casa in cui non rimise più piede.
Quella casa esiste ancora, ma la gente del posto ci passa lontano, perché la notte si sentono delle risa e si intravedono ombre inquietanti di un colore fumoso rossastro e qualcuno giura di aver visto una figura dagli occhi rossi e un sorriso ghignante.
Lo so non mi hai fatto mancare nulla.
La tua compagnia è sempre stata buona, la preoccupazione per me ed il mio lavoro, per i bambini e per mia madre …….lo so non potevo sperare di meglio.
Ma perché ora vai via?
Smetti, ti prego di infilare tutto in quel borsone!
Perché? Mi dici che sono egoista e che passo troppo tempo con le mie amicizie?
Ma dai……. Lavoro tutto il giorno, lo so che anche tu lavori tutto il giorno … e mia madre si occupa di tutto….
Dunque quale è il problema?
Lo senti la piccola piange, forse ha capito, anche il piccolo sta cominciando a frignare…..
Cosa c’è che non va? Dimmelo…. Io ti amo, come sempre……
Dici che non senti il mio amore? ………
Ma sei tu che cerchi una sveltina…… e poi mi giri le spalle.
Dimmi perché vai via, ….. dimmelo non capisco….
Mi dici che non mi ami più!!....... ma come dopo due figli …….
Mi dici che potrebbe venire anche mia madre ad aiutare!!...
Smetti di infilare tutto quello che ti capita nel borsone!!
Aveva ragione mia madre, quando mi diceva che eri una persona priva dell’ordine!
Smettila di fumare …….. almeno ora che hai le mani impegnate ……..
Hai caricato il borsone, hai voluto dimenticare i ricordi più cari, perché....... dimmelo?
Li hai sempre tenuti accanto ..e….ora …mi lasci tutto …..anche i bambini,………ma perché cosa mi dici per farmelo capire!!!!
Hai messo in moto la tua macchina, io la vedo quella lacrima sul viso, …….Io la vedo….. Amore non ci vuoi ripensare?
Non mi rispondi sei andata via, ….. forse con dei rimpianti……
Mi ricordi tanto un cucciolo che avevo, correva con me e giocava…..
Poi l’unico momento in cui il portone si aprì fuggì via, forse non ero l’amico adatto a lui, ........ma lei mi aveva giurato amore eterno, lei ora è andata via, sarà colpa mia? Sì ne sono sicuro l’ho tradita tante e tante volte, …….ma i bambini ……… forse tornerà a cercarli …. Non lo so ….no, sono sicuro che verrà e li porterà con sé, non appena il suo lavoro lo permetterà……….
L’ho meritato forse, anzi sicuramente …………, ma come farò senza di lei?
P.S.
Si tratta di un racconto breve, privo di riferimento a persone o fatti reali.
Piccolo mondo attorno a me,
Piccolo, si muove in fretta
Fagocitando ogni cosa
Bella o brutta nel suo continuo
addivenire.
L’unica realtà tangibile
È nei sensi, ma anche
Questo è relativo.
Sensazioni provate,
Intense nel momento
Si affacciano agli occhi
Della memoria
Come piccoli soffi di vapore
Attraverso i quali
Vedi te stessa viverle
In quel momento ti sembra
Di provare le stesse sensazioni.
Ma non è la stessa materia dei sogni?
A volte così reali
Da farti stare male,
Oppure capaci di riempirti
L’anima di una recondita
felicità
Che ti rimane attaccata
Fino a sera.
E la sera con la sua solitudine
Nel buio di una giornata
Che termina
Rifletti e ripensi alla
Giornata appena trascorsa
E vorresti rivivere ancora per un attimo
Ciò che è trascorso,
Ma sai che non è possibile
E un lieve sorriso
Nasce da dentro
Nella speranza che forse
Domani sarà un altro giorno
Che ti regalerà
Un’emozione.
Dedicata a tutte le mie dolcissime amiche,ringraziandole di cuore perchè senza sapere,a volte anche con un semplice commento,sono una luce nella notte,in una di quelle notti in cui non ci sono la luna e le stelle.
Dedicata a tutte le donne,che sento come dolcissime amiche e che non conosco,perchè sono importanti e forse qualcuno se ne dimentica,lasciandole senza una carezza,mentre loro sono sempre una carezza in qualsiasi momento e a volte basta solo stare in silenzio ad ascoltarle per farle sentire felici e importanti.
Francoluis
Piccola donna
Ti guardo mentre
dipingi le pareti della tua stanza,
quando stanca ti lasci cadere sul tappeto
e ti guardi intorno
cercando negli angoli
momenti di ieri.
Mi guardo mentre
vedo la tua vita correre
sono intorno a te e con te
come un soffio di vento
perchè tu non ti senta sola
Con una carezza quando ti addormenti
una margherita per quando ti svegli,
piccola donna senza età
mentre corri verso la vita
con quel che sei
senza cambiarti mai.
Ti guardo mentre
appendi i soliti quadri
in modo diverso
come per dare un senso diverso
alla tua vita che va
senza fermarsi.
Ti guardo mentre
piena di pensieri ascolti
i rumori della televisione
cercando di capire che altro fare
per non sentirti sola.
Mi guardo mentre
vedo la vita riempire i tuoi anni
vivo intorno a te e con te
come un soffio di vento
perchè tu non ti senta sola
Con una carezza quando ti addormenti
una margherita per quando ti svegli,
piccola donna senza età
mentre la vita corre con te
scrivendo quel che sei
senza cambiarti mai.
Ti guardo mentre
comincia la tua giornata di lavoro
e fai quasi fatica a sorridere
perchè vorresti non essere là
non adesso almeno.
Mi guardo mentre
vedo la tua vita correre
respiro per te e con te
come un soffio di vento
perchè tu non ti senta sola
Con una carezza quando ti addormenti
una margherita per quando ti svegli,
piccola donna senza età
mentre la vita corre verso di te
imparando quel che sei
senza cambiarti mai.