Me te ricordo ancora,
così avvilita e sdrucinata
quando te portai a casa
tutta abbacchiata,
non capivo manco che eri,
ma, ugualmente, te ficcai nella terra.
Manco me ne accorsi,
ma dopo poco tempo
te ritrovai alta e ringalluzzita
e, finalmente, capii chi eri
un tronchetto della felicità.
Dopo che sei arrivata
quasi all’altezza mia
mio marito, te volle portà
in campagna……..
che freddo pora creatura,
tutte le piume te bruciasti!
Allora che dovevo fa?
Col male al core
T’ho tagliato la cima
Con un po’ de tera
Tò curato la ferita,
e son rimasta a guardare.
Ogni settimana te andavo a guardà,
non succedeva gnente,
mò, dopo quattro settimane, una sorpresa
hai cacciato fora sei germogli,
gagliardi che al sole fanno l’occhiolino.
Ma quanto sei bella creatura mia!


