E DAAIIII!!!!
E' CAMBIATO DIRIGENTE! UN TIPO COME SI DEVE, MODESTO, SIMPATICO E CHE NON HA PROTETTI!
FINALMENTE GIUSTIZIA E' FATTA!!!
Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida
a K.
Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida
scorta per avventura tra le pietraie d'un greto,
esiguo specchio in cui guardi un'ellera e i suoi corimbi;
e su tutto l'abbraccio di un bianco cielo quieto.
Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, amico lontano,
se dal tuo volto si esprime libera un'anima ingenua,
vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
e recano il loro soffrire con sé come un talismano.
Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie
sommerge i crucci estrosi in un'ondata di calma,
e che il tuo aspetto s'insinua nella memoria grigia
schietto come la cima di una giovane palma...

C'è il sole, l'aria tiepida mi accarezza il viso, antichi pensieri
accompagnati da un senso di calore, che mi sale direttamente
da dentro, mi trasporta ad altre giornate...
i cui profumi primaverili mi facevano girar la testa.
Tutto era nuovo, e il senso di felicità e di libertà
accompagnavano le mie giornate.
L'amore nascente, gli odori di primavera hanno impresso
per sempre queste sensazioni nella mia anima.
E anche se non ricorderò perfettamente il suo sorriso,
ricordo perfettamente l'odore del tiglio,
come non dimenticherò mai la dolce primavera
della mia vita.

Me te ricordo ancora,
così avvilita e sdrucinata
quando te portai a casa
tutta abbacchiata,
non capivo manco che eri,
ma, ugualmente, te ficcai nella terra.
Manco me ne accorsi,
ma dopo poco tempo
te ritrovai alta e ringalluzzita
e, finalmente, capii chi eri
un tronchetto della felicità.
Dopo che sei arrivata
quasi all’altezza mia
mio marito, te volle portà
in campagna……..
che freddo pora creatura,
tutte le piume te bruciasti!
Allora che dovevo fa?
Col male al core
T’ho tagliato la cima
Con un po’ de tera
Tò curato la ferita,
e son rimasta a guardare.
Ogni settimana te andavo a guardà,
non succedeva gnente,
mò, dopo quattro settimane, una sorpresa
hai cacciato fora sei germogli,
gagliardi che al sole fanno l’occhiolino.
Ma quanto sei bella creatura mia!
