L'impressione che io ho avuto, a prescindere dal momento percepito, non appena mi sono
svegliata, pensandoci un attimo riassumendo punto per punto sono arrivata a
queste conclusioni, diciamo che i sogni trasformano il vissuto e le esperienze giornaliere in
qualcosa a volte di caricaturale, forse per farci capire un qualcosa che in punto di veglia non
percepiamo o ci rifiutiamo di vedere di noi stessi:
1) – la paura del diverso, conseguentemente della realtà di tutti i giorni, il vedere gente diversa di cui non si riescono a comprendere a fondo gli usi e i costumi;
2) – la paura di questa intromissione;
3) – questa non conoscenza degli usi e abitudini dell’estraneo che genera le precedenti paure;
4) – l’ammissione intrinseca del capire, e non voler ammettere, un modo diverso di vivere e comunicare;
5) – la paura di perdere la propria libertà di essere, quindi venire assimilati, dopo secoli di lotte per essere quello che siamo, giusti o sbagliati, non è questo il problema, anche perché la realtà assume molte sfaccettature, quindi a seconda dal punto in cui ti poni hai una diversa visuale del lecito o dell’illecito;
Forse non ne viene un buon ritratto della mia psiche, o forse sì, non lo so però è quello che
mi ha lasciato questo sogno, che forse non è del tutto negativo, perchè forse il vedere una
mamma e il suo bambino che crescono ambedue al buio dell'ingresso della metro mi fà male
e mi piacerebbe porvi rimedio o forse vedere dei bimbi in accattonaggio mi fa pure peggio e
so cha anche in quel caso sono impotente, ho provato anni fa ad entrare in quel mondo, ma
oltre che dare un piccolo aiuto concreto a grandi e piccini, non ho potuto fare altro nè potrò
farlo mai.
Vi ringrazio per la pazienza.
Questa notte ho fatto un sogno.
Come succede sempre nei sogni, mi trovavo inspiegabilmente con la mia casa in un campo nomadi, dove tutti, adulti e bambini, entravano ed uscivano frugando tra le mie cose.
E se qualche cosa gli serviva se la prendevano.
Io lottavo in continuazione per rincorrere le mie cose, asciugamani e vestiti, pentole vassoi e piatti che venivano regolarmente portati via.
Ad un certo punto parlo con la donna responsabile di questo e lei per tutta risposta mi porta via il viso, e mette al suo posto il suo, un po’ rugoso da vecchia e poi mi dice di aver sempre desiderato un bel viso senza i segni della fatica di vivere.
Il suo viso sul mio corpo si trasforma e a me non sembra poi così male, anche perché i miei occhi si vedono ancora.
Continua il via vai di questa gente, che mi tira, mi soffoca.
Ad un certo punto spuntano i miei piatti colmi di ogni ben di Dio, come per incanto compaiono gli uomini che si mettono a mangiare ed a bere, nella mia casa!!
Io reagisco male, hanno infranto la mia libertà, e glielo dico.
Loro ridono e mi invitano a mangiare, mio marito cerca di calmarmi dicendomi che in fondo volevano dividere tutto con noi.
Ma io ho la rabbia per la mia libertà e volontà violata.
Gli urlo che dovevano coinvolgermi senza portare via posate, piatti e quant’altro, per fare una festa a casa mia.
Da una parte capisco dai loro visi, che era l’intenzione buona, non volevano offendermi, ma ormai come un Don Chisciotte impazzito mi lancio a raccattare le mie cose, mi riprendo le mie stoviglie poi mi rendo conto che è inutile, dovrei lavarle tutte, ma mi fa male il braccio e non ci riesco.
Sono arrabbiatissima!
Il suo significato mi è chiaro e a Voi?
L’unica cosa che il braccio mi fa male davvero e devo andare in cucina a prendere un antidolorifico, quindi non ho potuto vedere la fine…….